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Storia

La Storia dell'Alsazia

L'Alsazia ha rappresentato per lungo tempo l'oggetto di contesa tra grandi potenze europee e, ancor prima, una terra di conquista per Celti e Romani.

Per lungo tempo la regione francese è stata pure inclusa all'interno del Sacro Romano Impero, nonostante sia stata smembrata in diverse parti.

Un destino di separazione e di conseguente ricerca dell'unità che caratterizzò a lungo l'Alsazia, suddivisa in distinte signorie anche in epoca medioevale.

Il fertile territorio posto al confine tra Francia e Germania ha inevitabilmente attirato l'interesse di entrambe le potenze che alternarono il proprio dominio sulla regione.

Il Tratto di Vestfalia, siglato nel 1648, sancì l'affermazione dei Francesi che riuscirono ad includere l'Alsazia all'interno dei confini del loro Impero.

Dopo oltre duecento anni la regione passò, tuttavia, sotto il controllo dei tedeschi, usciti vittoriosi dalla guerra franco prussiana del 1871.

Anche nel Novecento la storia è travagliata e la regione tornò in mano ai Francesi, dopo la breve parentesi del 1918, durante la quale l'Alsazia proclamò la propria indipendenza.

In seguito la seconda guerra mondiale non risparmiò nemmeno Strasburgo e dintorni che furono assoggettati alle truppe naziste.

Dopo la Liberazione la storia dell'Alsazia subisce una significativa trasformazione e la regione, da sempre suddivisa al suo interno e vittima di ricorrenti invasioni, viene a rappresentare una delle città prese a simbolo dell'unificazione europea e del costruttivo dialogo fra i popoli.

Strasburgo ospita, infatti, fondamentali sedi delle istituzioni sovranazionali, come il Parlamento Europeo, il Consiglio d'Europa e la Corte Europea per i Diritti dell'Uomo.

La capitale dell'Alsazia è perfettamente adatta ad incarnare le immense opportunità che emergono dalla sintesi tra diverse culture, avendo realizzato la propria peculiarità proprio attraverso un sapiente mix tra le tradizioni tedesche e francesi.